Dall’interno di un camion, fermo in un centro logistico di via Pradazzo a Calderara di Reno, provenivano rumori sospetti, quindi sono stati allertati i Carabinieri.
L'intervento nella mattinata di ieri, 2 marzo, è risultato particolarmente complesso, visto che, all'interno dell'autoarticolato, sono stati trovati sei cittadini afgani, tutti maschi, tra i quali 3 minori.
I Carabinieri della Stazione di Calderara di Reno quando hanno aperto il portellone, hanno trovato sei persone di sesso maschile che non riuscivano a comunicare perché parlavano soltanto la lingua afghana.
Stesso problema per il camionista, cittadino bulgaro 59enne, che non riusciva a spiegare cosa fosse successo. Sono quindi arrivati due interpreti, il primo, il Comandante della Stazione Carabinieri di Anzola Emilia, conoscitore della lingua serbo-croata, per comunicare col conducente e il secondo, un facchino afghano di 27 anni.
La ricostruzione
I Carabinieri hanno ricostruito che la notte precedente, i sei afghani, dopo essersi allontanati da un campo profughi romeno, erano entrati di nascosto nel TIR, pagando 1.500 euro a testa a un trafficante che li aveva rinchiusi nel cassone, il cui meccanismo di apertura funziona solo dall’esterno.
Il conducente ha riferito all’interprete di non essersi accorto di a perché si era fermato per riposarsi, in attesa di ripartire in direzione di Calderara di Reno, attraversando l’Ungheria, la Slovenia ed entrando in Italia da Trieste. I sei cittadini afghani sono stati rifocillati dai Carabinieri, affidati alle cure dei sanitari del 118 e collocati in alcune strutture situate in Provincia di Bologna.
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