Il Natale di una piccola forlivese

ForliToday

Oggi è Natale, un Natale più rosso del solito. Si sente parlare di “spirito natalizio”, spesso a sproposito, spesso rendendo l'espressione un po' inflazionata e banale. Obbligati a concentrarsi su un modo forzatamente sobrio per celebrarlo, si può trovare il tempo per rispolverare quel clima a quanto pare più freddo di quello attuale. Dalla libreria si prende un libretto pubblicato per la tipografia Raffaelli di Forlì nel 1932, scritto da D.O. Rossi con l'imprimatur del can. Adamo Pasini: s'intitola “100 sermoncini di Natale”. Vi sono raccolte le preghiere dei bambini forlivesi di qualche generazione fa, davanti al presepe (nell'immagine, quello allestito quest'anno in piazza Saffi), in linea con l'aspetto proprio della festività cristiana. Se si apre con un auspici di benedizioni dall'Alto a Papa, Vescovo e clero tutto, poi si passa all'Italia, al Re, al Duce. In seguito si sfoglia una gran copia di testi che più o meno suonano come questo: “Finché sono piccolina / voglio dirti il sermoncino / come meglio posso e so: / fatta grande che farò? / Continuar voglio ad amarti / o grazioso Bambolino / presso il mondo tal sarò / che di te mi loderò”. Ogni piccola composizione ha titolo e contesto, alcune sono indicate per maschietti, altre per femminucce, variano metriche ma la sostanza è pur sempre la Natività, richieste e propositi davanti al Bambino. In alcuni casi testimoniano i progressi tecnologici: “Sull'ali celeri / la radio bella / oltre gli oceani / dà la novella”. A pagina 44 spicca un sermoncino particolarissimo, e ci si immagina un Natale da Arzdore in erba, il titolo è: “Son Romagnola!” con maiuscola e punto esclamativo giusto per chiarirne il carattere. Chi, del resto, oserebbe, proprio oggi, scendere a patti in un azzardato laccio di promesse bonarie nientemeno che con Gesù Cristo? Si potrebbe leggere questo testo curioso, quando possibile, su una panchina di piazza Saffi, verso sera, nell'intermezzo tra un videomapping e un altro, ascoltando la felice proposta di “musica pubblica” di quest'anno: il Divertimento K136 di Mozart. Il Foro di Livio “regala”, in occasione di questo Natale che (bene o male) passerà alla storia, il testo integrale qui sotto proposto:

Son Romagnola!

Bimbo divino

su paglia assiso,

fammi venire

in paradiso.

Ti voglio bene

tanto, o Piccino.

Guai! chi ti tocca

solo un ditino.

Qualche schiaffetto

ah! se ne vola

contro i malnati:

son romagnola!

Se qualche Erode

dei tempi nostri,

Bimbo a ghermirti

allunga i rostri,

Gli e la dico io

una parola

come si merita:

son romagnola!

Se un inquilino

vicino a me

dice bestemmie

contro di Te,

Gli domando io

a quale scuola

ha ciò imparato:

son romagnola!

Se ti si offende

la tua mammina

da qualche servo

di mia casina

lo mando tosto

alla carriola

quel malandrino:

son romagnola!

Quando qualcuno

disturba in Chiesa,

oh! la prendo io

la tua difesa!

Se l'Arciprete

mi dà la stola,

caccio gli scribi:

son romagnola!

Se chiaman fole

i miscredenti

i tuoi divini

insegnamenti:

Gli e la darò io,

Bambin, la fola

con quattro schiaffi:

son romagnola!

Prendimi dunque

in paradiso

ove coi santi

è eterno il riso.

Se no, non dico

più una parola

in tua difesa:

son romagnola.

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