Generazione Z: iper-connessi ma troppo soli. Cosa sta accadendo ai più giovani

NapoliToday

1 minore su 3 dà il proprio numero di cellulare a perfetti sconosciuti e più della metà riesce a tenere genitori e adulti di riferimento fuori dal proprio mondo social. Cosa sapere e a cosa fare attenzione

3 teen su 4 controllano continuamente le notifiche, 1 minore su 3 dà il numero di cellulare agli sconosciuti ma cancella la cronologia per evitare controlli parentali; 2 minori su 10 sono ‘’editori di se stessi’’ e postano la loro vita su un apposito canale social. Ancora, il 17% dei bambini tra i 6 e i 10 anni dichiara di avere un account Tik Tok, il 14% Youtube, il 9% Instagram, ma la percentuale schizza davvero in alto nella fascia d'età tra gli 11 e i 14 anni, dove il 64% dichiara di utilizzare Tik Tok, il 60% anche Instagram.

E sicuramente deve far riflettere che il 56% dei giovanissimi ammette di non sapere come gestire un episodio di bullismo. Non manca qualche sorpresa positiva: durante i pasti ben 9 ragazzi su 10 si staccano dallo smartphone e sempre 9 su 10 dichiarano di preferire parlarsi dal vivo.

Generazione Z

Il quadro della generazione Z, iperconnessa ma desiderosa di guardarsi negli occhi, è stato presentato in occasione del Safer Internet Day 2021, tenuto on-line, con il taglio del nastro della nuova campagna sociale del Moige-Movimento Italiano Genitori “Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale” contro il cyberbullismo ed altri pericoli del web, promossa in collaborazione con la Polizia Postale e il Ministero dell’istruzione, il DIS-Dipartimento Informazioni Sicurezza, ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani, Repubblica Digitale, Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e con il supporto di Enel Italia Spa, Trend Micro Italia e del Fondo di beneficenza Intesa Sanpaolo.

Cosa sapere

L’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli per il Moige, è stata condotta su un campione di circa 1200 minori e conferma che nel corso dell’ultimo anno il mondo dei giovani si è concentrato nei 6 pollici del loro smartphone, che ha sostituito per quote rilevanti le chiacchierate con gli amici, le conversazioni in famiglia, e persino la televisione, che ha ormai smesso di essere il "camino" intorno al quale si riuniva la famiglia e generava occasioni di confronto e racconto.

1 ragazzo su 2 tiene i genitori e gli adulti fuori dal mondo social e (1 su 4) cancella la cronologia. La tendenza all’isolamento si rivela molto più forte tra i ragazzi che frequentano le scuole superiori. Inoltre, solo 1 genitore su 3 dà limiti di tempo di connessione, e meno della metà sa cosa fa online il proprio figlio. Non meno rilevante è l'aumento delle fake news presso i più giovani: quasi 4 ragazzi italiani su 5 si informano sugli avvenimenti che accadono nel mondo attraverso il web, soprattutto sui Social Network. E lo fanno pur sapendo e dichiarando apertamente di essere “caduti nella trappola” delle fake news nel 56% dei casi.

Sui social, oltre ad informarsi, i giovani condividono foto e raccontano le loro vite. Il bullismo è presente, tanto che quasi 6 bambini su 10 hanno assistito ad episodi di prepotenza, e quasi uno su due ha assistito ad episodi di cyberbullismo. Preoccupa, soprattutto, che oltre la metà dei ragazzi che assiste a casi di bullismo non sappia come comportarsi o faccia finta di niente (56%), questo perché le conseguenze sono rabbia (37%), solitudine (25%), isolamento (23%): stati d’animo che meno della metà (48%) riesce a condividere con i genitori, 1 su 4 con amici, e solo il 14% con un docente.

Dopo aver coinvolto in questi anni oltre 950 scuole su tutto il territorio nazionale, compresa Napoli, per circa 262.500 ragazzi, oltre 11.250 docenti e 525.000 genitori, parte adesso il progetto 2021 che toccherà circa 200 comuni della Pensiola compresi Striano e Afragola in provincia di Napoli.

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