Si è seduto intorno alle 23 di sabato, 3 novembre, sui gradini della Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri in piazza dei Cavalieri, cuore della movida pisana, e ha 'beccato' una bella multa, con tanto di verbale pubblicato sulla sua pagina Facebook. A lanciare la provocazione, che gli è costata 100 euro in ottemperanza all'ordinanza antidegrado lanciata un mese fa dalla Giunta del sindaco Conti, è l'ex assessore Dario Danti che per sbeffeggiare un'ordinanza che trova ingiusta ha fatto scrivere dai vigili urbani intervenuti in fondo al verbale: "Un tempo questa piazza era vissuta, adesso è pericolosa perchè con l'acqua e sapone è pericoloso e si rischia di scivolare".
Le reazioni
Sulla vicenda è intervenuto su Facebook l'assessore ai Lavori Pubblici Raffaele Latrofa: "Dario Danti, ex assessore e insegnante, ha ritenuto suo diritto contravvenire ad un’ordinanza regolarmente vigente. La Polizia Municipale aveva il dovere (così ha fatto) di comminare la sanzione di 100 euro a colui che aveva infranto le regole - afferma Latrofa - finalmente a Pisa chi si arroga diritti che non ha viene richiamanto al rispetto delle regole da chi, a differenza sua, svolge il proprio dovere. Non sono un insegnante - conclude Latrofa - ma se lo fossi, insegnerei ai miei allievi il rispetto delle regole e, quando le regole non mi piacessero, insegnerei che esistono gli strumenti democratici per provare, con fatica, a modificarle. Infrangerle mai".
"Come consigliere comunale ma prima ancora come pisana - interviene Giulia Gambini, consigliere comunale di Noi Adesso Pis@-Fratelli d'Italia - ci tengo a precisare che in molti per fortuna sono d'accordo con tali provvedimenti, in quanto preferiscono una piazza pulita e profumata all'odore di vomito, all'odore di alcool rovesciato sugli scalini della Chiesa, all'odore di urina, alla gente che seduta spaccia indisturbata, alle bottiglie di vetro abbandonate in terra e ridotte sistematicamente in frantumi, alle persone che fino alle 5 del mattino si sentono libere di urlare e gridare impadronendosi della nostra città senza il minimo rispetto. La situazione descritta riguarda non solo Piazza dei Cavalieri che purtroppo ne è diventata il triste simbolo".
"Forse con il suo gesto Danti vuol dire alla città che per lui viverla è farlo nel modo in cui ho appena descritto, ovvero quello che si ripeteva ogni notte nella nostra città, sia più chiaro e non si limiti a mettere in atto queste provocazioni inutili - prosegue Gambini - spieghi a questi giovani, sicuramente maggiorenni visto che frequentano l'università, come ci si deve comportare e come si vive in una società civile, insegni loro che ci sono anche delle regole da rispettare e che non tutto è dovuto".