Il metallo raro costa ormai più dell’oro e negli ultimi 6 mesi il prezzo è cresciuto del 50%. Dieselgate e fornitori i principali responsabili
Dopo aver sorpassato il platino, ora è il turno dell’oro. Il palladio ha infatti raggiunto una quotazione di oltre 1'400 dollari all’oncia, 100 in più dell’oro. Si tratta di un metallo impiegato soprattutto nelle marmitte catalitiche, dove permette di eliminare i prodotti più dannosi della combustione. L'aumento del suo prezzo sarebbe dovuto allo scandalo dei motori diesel, che avrebbe portato i consumatori a preferire i veicoli a benzina e ai grandi fornitori che hanno cominciato a stoccare il palladio, invece di immetterlo sul mercato, in attesa che il prezzo salga ancora.
Un’impennata che accade proprio quando il mercato globale dell'auto rallenta, come ha sottolineato ai microfoni SRF Carsten Menke, analista presso la Julius Bär: “Per la prima volta da anni nel mercato globale dell'auto si constata un indebolimento delle vendite. La richiesta di palladio dovrebbe momentaneamente scendere. Soprattutto nel mercato cinese, nella seconda metà del 2018 le vendite sono calate del 10%.”
La domanda è quindi in calo e di conseguenza dovrebbe scendere anche il prezzo, a meno che non entrino in gioco le speculazioni. “Le speculazioni – prosegue Menke – giocano sicuramente un ruolo nel mercato del palladio, anche perché è un mercato molto piccolo, soprattutto se lo si paragona a quello dell'oro. Questo significa che per muovere questo mercato non sono necessari tanti investimenti”.
Il palladio è utilizzato anche per leghe odontoiatriche, strumenti chirurgici, sistemi di commutazione per le telecomunicazioni e in gioielleria.